Blog di astronomia amatoriale

Ernesto Capocci di Belmonte

Ernesto_Capocci_Belmonte
Picinisco-Phaedra-Blog-Astronomia

Veduta panoramica di Picinisco

Durante la mia breve vacanza nella Ciociaria ho avuto la possibilità, oltre che di godere di ottimo cielo, di poter visitare diverse località e tra queste Picinisco.
Si tratta di un piccolo comune della provincia di Frosinone nel confine tra Lazio, Abruzzo e Molise, giace su un’altura di natura rocciosa a 725 metri s.l.m. nella Valle di Comino, immerso nel Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise.
Il territorio, prevalentemente montuoso, interessa il versante occidentale del monte Meta(2.242 metri) che dà il nome all’omonima catena. La parte più dolce e collinare è attraversata da due fiumi, il Mollarino che nasce dal monte La Monna (Mainarde) ed il Melfa che sgorga da un’alta roccia calcarea nella Valle di Canneto, a 1020 m s.l.m.

Il gruppo montuoso del monte Meta

 

Il gruppo montuoso del monte Meta si estende dal Sangro al Volturno, si mantiene altissimo con i fianchi dirupati a picco e con vette che superano i duemila metri; queste, dirigendosi dal monte Petroso alla Costa dell’Altare, dividono il panorama in due settori, uno del versante abruzzese-molisano, l’altro del versate laziale.

Le cime più importanti sono: il monte Petroso (2.249 m.), il monte Altare (2.174 m.), il monte Tartaro (2.191 m.), Torretta di Paradiso (1.976 m.), il monte a Mare (2.161 m.), la Metuccia (2.105 m.), il monte Forcellone (2.030 m.), il monte Cavallo (2.039 m.), il monte Mare (2.005 m.)[3]   

Fonte Wikipedia

Monte_Cavallo_e_Monte_Forcellone

Monte Cavallo e Monte Forcellone

La prima sera che mi sono recato a Picinisco nella piccola piazza per degustare il tradizionale gelato alla crema sono stato sorpreso nel vedere che la Piazza fosse stata dedicata ad un certo Ernesto Capocci Astronomo.
Così dopo aver scattato una foto alla targa per non dimenticarne il nome, mi sono promesso di fare indagini su questo personaggio.

Targa-Ernesto-Capocci-Astronomo-Picinisco

La targa dedicata a Ernesto Capocci nella piazza di Picinisco

Ernesto Capocci Belmonte (Picinisco, 31 marzo 1798 – Napoli, 6 gennaio 1864) è stato un matematico, astronomo e politico italiano, nipote dell’astronomo Federigo Zuccari, direttore della Specola di San Gaudioso.
Capocci studiò presso il Seminario di Sora, acquisendo competenze scientifiche e umanistico-letterarie. Dal 1815 iniziò a frequentare l’Osservatorio di Napoli che aveva la sua sede provvisoria nell’ex monastero di san Gaudioso sulla collina di Caponapoli. Nel 1819 fu nominato da Giuseppe Piazzi astronomo in seconda e con la morte di Carlo Brioschi fu direttore dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte dal 1833 al 1850 e poi dal 1860 fino alla sua morte. Nel 1850 venne sollevato dall’incarico perché, convinto antiborbonico e sostenitore delle idee liberali, aveva partecipato insieme ai suoi figli ai moti del 1848.
Oltre a essere un ottimo divulgatore scientifico curò anche interessi umanisti, pubblicando due opere letterarie (Il primo viceré di Napoli e Illustrazioni cosmografiche della Divina Commedia).

Capocci fu il primo a intuire la necessità di diffondere la cultura scientifica realizzando delle pubblicazioni ad hoc.

In veste di divulgatore scientifico Capocci fu il primo a intuire la necessità di diffondere la cultura scientifica realizzando delle pubblicazioni ad hoc, il cui linguaggio potesse essere compreso da tutti. Da questa idea nel 1846 nasce l’Annuario del reale osservatorio di Napoli:
Capocci fu sepolto nel recinto degli uomini illustri nel cimitero di Poggioreale a Napoli. La sua tomba, impreziosita da un busto realizzato da Vincenzo Gemito, amico di suo figlio Oscarre, e ora esposto nel MuSA-Museo degli Strumenti Astronomici dell’Osservatorio di Capodimonte, fu inaugurata del novembre 1900 con un discorso pronunciato da Pasquale Del Pezzo e pubblicato nel 2015.
fonte Wikipedia.

Tutto riporta a Napoli e al suo Osservatorio Astronomico.

Alla fine questo viaggio nella storia dell’astronomia, che da sempre mi affascina, mi ha riportato di nuovo a Napoli e al suo osservatorio, il primo in Italia e tra i primi in Europa.

 

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